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Bere

San Colombano DOC: la vigna che Milano non sa di avere

Un colle che emerge solitario dalla Pianura Padana, a quaranta chilometri da Milano, custodisce il segreto meglio conservato dell'enologia lombarda: il vino San Colombano DOC, l'unica denominazione di origine controllata dell'intera città metropolitana di Milano.

Francesco Rondinelli

 

Un colle che emerge solitario dalla Pianura Padana, a quaranta chilometri da Milano, custodisce il segreto meglio conservato dell'enologia lombarda: il vino San Colombano DOC, l'unica denominazione di origine controllata dell'intera città metropolitana di Milano.

Un'isola di colline in mezzo al nulla. Ma che colline.

Guidando da Milano in direzione sud si attraversa la Pianura Padana nella sua versione più piatta e silenziosa, fatta di campi coltivati e cascine. Un paesaggio con linee e spazi uniformi a perdita d’occhio, interrotte all’improvviso da una forma piccola e morbida che si staglia all’orizzonte quasi fosse un grande oggetto misterioso atterrato dallo spazio. Si tratta di un colle, un solo colle, isolato, quasi inaspettato, che si alza di circa settantacinque metri rispetto alla pianura circostante; geologicamente, un'estensione degli Appennini separata dal fiume Po.

Questo è il territorio di San Colombano al Lambro, piccolo borgo di circa ottomila abitanti che sorge a quaranta chilometri da Milano, trenta da Pavia e quindici da Lodi; un crocevia geografico che appartiene alla città metropolitana di Milano, ma che vive da secoli in una dimensione particolare, sospesa tra pianura e cielo, tra passato e presente.

San Colombano, il monaco irlandese che portò la vite.

La storia inizia da lontano nel tempo. Nel VI secolo d.C., arrivò in queste terre da un monastero irlandese un frate di nome Colombano; un uomo di fede e di cultura, appartenente alla tradizione monastica celtica, che percorse l'Europa evangelizzando e portando con sé non soltanto la parola di Dio, ma anche le conoscenze pratiche e agronomiche accumulate nei monasteri d'Irlanda.

Secondo la leggenda, fu proprio lui - o i monaci del suo ordine che si stabilirono in questa zona attorno al 595 d.C. - a rimettere a coltura le viti abbandonate dopo le invasioni barbariche che avevano devastato l'Italia settentrionale. I seguaci di Colombano conoscevano bene la vite: la coltivavano per esigenze di culto e ne tramandavano la sapienza agronomica. È così che il nome del santo irlandese è diventato il nome del colle, del paese e del suo vino.

Non si tratta però di una semplice leggenda: la presenza della viticoltura in questa area risale almeno all'epoca romana, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici sulle pendici orientali della collina. Ma è nel Medioevo che la coltivazione della vite diventa davvero il cuore pulsante di questo territorio, grazie anche ai monasteri come quello di San Colombano di Bobbio e di Santa Cristina di Corteolona, che intensificano la viticoltura fino a farne la principale attività economica della zona.

La DOC del 1984: Milano ottiene la sua denominazione.

Il riconoscimento ufficiale arriva molti secoli dopo, ai giorni nostri, nell’anno 1984, quando la zona viticola di San Colombano al Lambro ottiene la Denominazione di Origine Controllata. Una data importante non soltanto per i produttori locali, ma per tutta la Lombardia enologica: nasce così l'unica DOC dell'intera città metropolitana di Milano, un primato che rende questo piccolo territorio davvero unico nel panorama vitivinicolo italiano. Tre anni dopo, nel 1987, viene costituito il Consorzio Volontario Vino DOC San Colombano, voluto da diciotto produttori determinati a tutelare e promuovere la tradizione enologica locale. 

Oggi il Consorzio riunisce le principali cantine dei comuni di San Colombano al Lambro e Miradolo Terme, presidio attivo di una qualità conquistata nei secoli e difesa giorno per giorno.

I vitigni: Croatina, Barbera e Uva Rara per un rosso da scoprire.

I vini della DOC San Colombano si declinano in due grandi tipologie: Rosso e Bianco, entrambi disponibili nelle versioni fermo e frizzante.

Il San Colombano Rosso è il vino più rappresentativo del territorio. Nasce dall'assemblaggio di tre vitigni tradizionali: la Croatina, vitigno a bacca nera originario dell'Oltrepò Pavese che regala ricchezza di colore, profumi di frutta matura e sottobosco; la Barbera, protagonista indiscussa di tanta enologia lombarda e piemontese, che apporta acidità vivace, struttura e persistenza aromatica; l'Uva Rara, vitigno autoctono che contribuisce con note delicate e sfumature floreali a un quadro già di grande personalità.

Nel calice, il San Colombano Rosso presenta un colore rubino di varia intensità, con riflessi violacei nelle versioni più giovani. Al naso emerge una personalità decisa: frutta rossa matura, leggeri tocchi di spezia, un accenno di sottobosco che racconta le radici contadine del vino. In bocca è sapido, fresco, con tannini ben integrati - un vino robusto e gastronomico, ideale compagno per le grandi ricette della cucina milanese e lombarda.

Il San Colombano Bianco, invece, è prodotto con Chardonnay e Pinot Nero, vitigni internazionali che trovano nell'esposizione favorevole e nel terreno particolare della collina un’espressione interessante; presenta un colore paglierino luminoso, e un gusto delicato e armonico.

Gli abbinamenti con la tradizione culinaria milanese e lombarda.

Il San Colombano Rosso è pensato e vocato per la grande cucina lombarda nella sua versione più generosa e saporita: brasati, stufati, selvaggina, o formaggi di lunga stagionatura. Gli abbinamenti classici lo vogliono in compagnia del risotto alla milanese, della cassoeula, dell'ossobuco alla milanese, del cotechino con lenticchie

Il San Colombano Bianco, fresco e armonico, è invece il compagno ideale di antipasti delicati, risotti di pesce, paste con sughi leggeri o semplicemente di un aperitivo in buona compagnia - specialmente nella versione frizzante, vivace e allegra.

Un palcoscenico più ampio e curioso: la Collina del Milanese IGT.

Accanto alla DOC, lo stesso territorio può esprimersi attraverso un'altra denominazione: la Collina del Milanese IGT, riconosciuta nel 1995. L'IGT copre la stessa zona geografica - San Colombano al Lambro per la provincia di Milano, Graffignana e Sant'Angelo Lodigiano per quella di Lodi, Inverno e Monteleone e Miradolo Terme per quella di Pavia - ma con un disciplinare più aperto, pensato per dare voce anche a vitigni e stili produttivi non contemplati dalla DOC.

Sotto l'etichetta Collina del Milanese IGT trovano spazio vini bianchi, rossi e rosati, ciascuno anche nelle varianti frizzante, novello e passito. La gamma è ampia e curiosa, e comprende una rarità assoluta: il passito ottenuto dalla Verdea, varietà autoctona di queste colline che non si trova praticamente in nessun altro posto al mondo.

La Verdea merita una menzione a parte: vitigno a bacca bianca di tradizione secolare in questo territorio, espressione autentica delle caratteristiche microclimatiche della collina, dà vita a un vino frizzante, dal carattere fresco e giovane, perfetto come aperitivo estivo. Nella versione passito, invece, regala concentrazione aromatica e dolcezza avvolgente.

Il Castello Belgioioso e l'Enoteca del Consorzio: dove il vino diventa esperienza.

Al centro di San Colombano al Lambro sorge il Castello Belgioioso, monumento di storia e fascino che condensa in sé secoli di vicende lombarde. Di origine longobarda, fu distrutto dal Barbarossa e poi riedificato; passato ai Visconti, venne ammodernato; successivamente venne donato ai Certosini, poi trasformato dai Belgioioso e infine acquistato nel 1987 dal Comune che lo ha restaurato e aperto al pubblico. 

All'interno di questo splendido castello ha sede l'Enoteca del Consorzio DOC San Colombano: un luogo dove i vini di tutte le aziende associate sono disponibili per l'acquisto e, nei fine settimana, anche per la degustazione. È il punto di partenza ideale per chi voglia scoprire - o riscoprire - questo territorio vinicolo unico, guidato dal racconto diretto di chi il vino lo produce.

Un’eccellenza nascosta da riscoprire.

Il San Colombano DOC è quello che in enologia si definirebbe un “vino di territorio” nel senso più pieno e autentico del termine: non un prodotto costruito per compiacere, ma l'espressione genuina di un luogo che ha una storia da raccontare e una personalità consolidata in oltre mille anni di viticoltura.

Eppure, nonostante la qualità riconosciuta e la singolarità del proprio racconto - l'unica DOC della città metropolitana di Milano, nata dalla visione di un monaco irlandese medievale e affinata nel corso dei secoli - rimane un vino sorprendentemente poco conosciuto fuori dai confini della Lombardia. E forse è proprio questa la sua magia: un segreto a portata di mano che aspetta soltanto di essere scoperto.

Che lo si degusti con un risotto fumante nel cuore dell'inverno padano, o che lo si assaggi direttamente in enoteca con lo sguardo sulla pianura che si perde all'orizzonte: il San Colombano DOC sa sempre come fare la propria figura.

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