La Torta Russa è uno dei segreti meglio custoditi della pasticceria veronese. Un dolce che, nonostante il nome possa ingannare, non ha origini russe, ma appartiene profondamente alla tradizione scaligera. Si trova nelle pasticcerie storiche di Verona insieme a risini, baci di Giulietta, offelle e pandoro, ma resta un prodotto più discreto, quasi domestico, consumato tutto l’anno.
Morbido, profumato e sorprendentemente spalmabile: il ciauscolo è uno dei salumi più iconici della tradizione marchigiana. Un prodotto unico nel suo genere, capace di distinguersi per consistenza e gusto, ma soprattutto per la sua storia profondamente legata alla cultura contadina.
Un liquore ambrato e aromatico ottenuto dall’infusione di erbe e mandorle, prodotto e commercializzato con marchi diversi, ma anche un delizioso e fragrante biscotto dal gusto dolce-amaro. Nella Lombardia più profonda, esattamente a metà strada tra Milano, Como e Varese, sorge la patria di un sapore originalissimo. Anzi, due.
Di ritorno dal BBQ Expo di Parma, il Capitano della Nazionale Italiana Macellai ci svela i segreti dell'Ingegneria del Morso: quando il fumo diventa ingrediente e il taglio povero sfida le stelle.
Il trend del 2026 trasforma il chicco in un elemento tecnico: dal Nitro Coffee agli specialty infusi, la primavera celebra la rinascita del caffè al bancone.
Non un classico piatto tipico ma un marcatore culturale di appartenenza ben chiaro e definito. Anche in Lombardia, più precisamente nella provincia di Mantova, una “semplice” ricetta vive e sopravvive nel tempo come vero e proprio simbolo dell’identità locale.
Il grande incontro tra tecnica coreana e ingredienti del territorio sta ridisegnando la mappa del gusto nazionale. Dai laboratori urbani di Milano ai frantoi pugliesi, una nuova generazione di fermentatori trasforma le verdure di stagione in "cibo vivo" da alta cucina.
Croccanti, economiche, nutrienti e profondamente legate alla tradizione: panissa, farinata, cecina e panelle sono molto più di semplici ricette. Sono l’espressione di una cultura gastronomica che attraversa l’Italia da Nord a Sud, unendo territori lontani attraverso un ingrediente umile ma straordinario: il cece.
Soffice, cremosa e avvolta da un alone di mistero: la Torta 900 (o Torta Novecento) è uno dei dolci più iconici del Piemonte. Nata a Ivrea alla fine dell’Ottocento, questa specialità al cioccolato è diventata nel tempo un simbolo della città.
Il mare non è più quello di una volta. O meglio, il modo in cui lo portiamo a tavola è mutato radicalmente. Se fino a pochi anni fa il dogma assoluto della ristorazione era il "fresco di giornata", il marzo 2026 segna il sorpasso definitivo di una nuova, affascinante filosofia gastronomica: la frollatura ittica.
A prima vista può sembrare un semplice cioccolatino. Basta scartarlo per riconoscere subito il suo profumo inconfondibile e la sua iconica forma a barchetta rovesciata. Il gianduiotto, o “giandojòt” in dialetto piemontese, è un simbolo della tradizione torinese, capace di raccontare storia e territorio.
Dimenticate la rassicurante monotonia dei sapori lineari. Se il 2025 è stato l'anno del ritorno alle radici e della semplicità monovarietale, il marzo 2026 segna ufficialmente l'era del cortocircuito sensoriale. In Italia è esploso un trend che ha radici lontane ma un’anima profondamente mediterranea: lo Swicy Food.
Piccole, eleganti, dal gusto delicato e riconoscibile: le olive taggiasche rappresentano una delle eccellenze più autentiche della Liguria. Dietro la loro apparente semplicità si nasconde una storia millenaria fatta di territorio, tradizioni contadine e saperi tramandati nel tempo.
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di orange wine, una tipologia di vino che incuriosisce appassionati e neofiti per il suo colore inusuale e il suo carattere deciso. L’arancione, infatti, viene considerato il “quarto colore del vino”, accanto a bianco, rosso e rosato. Ma ciò che può sembrare una novità è in realtà un ritorno alle origini: gli orange wine rappresentano uno dei metodi più antichi di vinificazione.
La tradizione milanese unita alla raffinatezza viennese: sono questi gli ingredienti dell’alta pasticceria meneghina del periodo austro-ungarico durato quasi 150 anni, dagli inizi del ‘700 fino al 1859. Un crogiolo di stili e sapori con un’essenza e una personalità che hanno resistito fino ai giorni nostri. E che godono di ottima salute.