Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Per maggiori informazioni o negare il consenso, leggi l'informativa privacy. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
Bere

Orange wine: cosa sono, come nascono e perché stanno conquistando il mondo del vino

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di orange wine, una tipologia di vino che incuriosisce appassionati e neofiti per il suo colore inusuale e il suo carattere deciso. L’arancione, infatti, viene considerato il “quarto colore del vino”, accanto a bianco, rosso e rosato. Ma ciò che può sembrare una novità è in realtà un ritorno alle origini: gli orange wine rappresentano uno dei metodi più antichi di vinificazione.

Lucia Cerrato

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di orange wine, una tipologia di vino che incuriosisce appassionati e neofiti per il suo colore inusuale e il suo carattere deciso. Larancione, infatti, viene considerato il quarto colore del vino”, accanto a bianco, rosso e rosato. Ma ciò che può sembrare una novità è in realtà un ritorno alle origini: gli orange wine rappresentano uno dei metodi più antichi di vinificazione.

Per comprendere meglio questo universo affascinante, è utile inserirlo nel più ampio racconto della tradizione vinicola italiana, come approfondito anche nellarticolo Nelle Langhe torna a vivere l'antico vino dei Romani”, dove si parla del recupero delle tecniche ancestrali. Allo stesso modo, il confronto con vini più strutturati e territoriali come quelli descritti in Cannonau, il vino rosso della Sardegna” aiuta a cogliere le differenze e le peculiarità degli orange wine.

Che cosa sono gli orange wine

Gli orange wine sono vini prodotti da uve bianche, ma vinificati con una tecnica tipica dei vini rossi: la macerazione sulle bucce.

Normalmente, nella produzione dei vini bianchi, il mosto viene separato subito dalle bucce per ottenere un liquido limpido e delicato. Negli orange wine, invece, le bucce restano a contatto con il mosto durante la fermentazione, rilasciando:

  • colore (dal dorato allambrato)
  • aromi complessi
  • tannini
  • struttura più intensa

Il risultato è un vino che si colloca a metà strada tra un bianco e un rosso: più corposo di un bianco, ma più fresco e meno tannico di un rosso strutturato.

Un ritorno alle origini: la storia degli orange wine

Questa tecnica non è una moda recente, ma rappresenta il modo più antico di fare vino. Prima dellintroduzione delle tecnologie moderne, infatti, non era possibile separare rapidamente bucce e mosto.

La culla storica degli orange wine è la Georgia, dove da oltre 8000 anni si producono vini con macerazione in anfore di terracotta chiamate “qvevri”. Queste anfore vengono interrate, sigillate ermeticamente e permettono fermentazioni lente e naturali.

Questa pratica è oggi riconosciuta come Patrimonio UNESCO, a testimonianza della sua importanza culturale.

Il rinascimento degli orange wine in Italia

Se la Georgia rappresenta lorigine, lItalia è stata protagonista della rinascita moderna degli orange wine. A partire dalla fine del Novecento, alcuni produttori del Collio goriziano, al confine con la Slovenia, hanno recuperato queste tecniche antiche. Tra i pionieri Joško Gravner e Stanko Radikon.

Questi vignaioli hanno riportato al centro una filosofia produttiva basata su:

  • fermentazioni spontanee con lieviti indigeni
  • assenza di filtrazioni e chiarifiche
  • uso limitato o nullo di solfiti
  • affinamento in anfora o legno

Da questa zona del Friuli è nato un vero movimento che oggi si è diffuso in tutta Europa e oltre, coinvolgendo paesi come Francia, Spagna, Austria e persino Stati Uniti e Nuova Zelanda.

Come si producono gli orange wine

Il processo produttivo è relativamente semplice, ma richiede grande attenzione:

  • Le uve bianche vengono pigiate
  • Il mosto resta a contatto con le bucce
  • Inizia la fermentazione naturale
  • Le bucce rilasciano sostanze aromatiche e tanniche

La durata della macerazione è fondamentale: può variare da pochi giorni a diversi mesi e determina: intensità del colore, complessità aromatica e struttura del vino.

Affinamento

Gli orange wine possono essere affinati in diversi contenitori:

  • anfora → per uno stile più tradizionale
  • legno → per maggiore morbidezza
  • cemento o acciaio → per freschezza e pulizia

Alcuni vengono anche spumantizzati, resi frizzanti e/o imbottigliati non filtrati.

Quali uve si utilizzano?

In teoria tutte le uve bianche possono essere utilizzate, ma alcune sono particolarmente adatte perché ricche di sostanze nella buccia:

  • Ribolla
  • Pinot grigio
  • Friulano
  • Garganega
  • Trebbiano
  • Malvasia
  • Zibibbo

Sono preferite uve resistenti, ricche di aromi e coltivate in zone collinari o minerali.

Che sapore hanno gli orange wine

Descrivere il gusto di un orange wine non è semplice, perché ogni bottiglia può essere molto diversa dallaltra. Tuttavia, alcune caratteristiche ricorrenti includono:

Al naso

  • frutta matura o candita
  • scorza di agrumi
  • erbe aromatiche
  • spezie (pepe, cannella)
  • note ossidative e di miele

Al palato

  • buona struttura
  • presenza di tannino
  • freschezza e sapidità
  • finale spesso leggermente amaricante

Questa complessità li rende vini profondi, talvolta anche da meditazione.

Come abbinare gli orange wine

Uno dei grandi punti di forza degli orange wine è la loro versatilità a tavola.

Si abbinano bene con:

  • formaggi stagionati
  • primi piatti ricchi e saporiti
  • carni arrosto o brasate
  • agnello e capretto speziati
  • piatti di mare strutturati

Consigli di servizio

  • Temperatura: tra 12°C e 16°C
  • Calice: ampio (tipo ballon)
  • Possibile decantazione se non filtrato

Un vino tra passato e futuro

Da un lato recuperano tecniche millenarie, dallaltro rispondono a una crescente esigenza contemporanea di autenticità, naturalità e rispetto del territorio.

In un panorama enologico sempre più variegato, questi vini continuano a distinguersi per la loro identità forte e non convenzionale, offrendo unesperienza sensoriale unica e difficilmente replicabile.

Leggi l'articolo completo su Deliziosooo.it