Piccole, eleganti, dal gusto delicato e riconoscibile: le olive taggiasche rappresentano una delle eccellenze più autentiche della Liguria. Dietro la loro apparente semplicità si nasconde una storia millenaria fatta di territorio, tradizioni contadine e saperi tramandati nel tempo.
Un patrimonio che si inserisce perfettamente nel racconto delle tipicità italiane, come emerge anche negli articoli “Fruttolivo”, la bevanda anti-età creata sui Monti Simbruini e Chinotto di Savona: la bevanda amara che conquista, dove il legame tra natura e cultura dà vita a prodotti identitari.
Dalle origini monastiche alla diffusione in Liguria
L’oliva taggiasca deve il suo nome al borgo ligure di Taggia, dove tra il VII e l’VIII secolo i monaci di San Colombano introdussero questa cultivar dalla Provenza. Fu proprio nella valle Argentina che trovò condizioni ideali, diffondendosi poi in tutta la Liguria occidentale.
Ancora oggi, la provincia di Imperia rappresenta il cuore della produzione. Qui il paesaggio è segnato dai caratteristici terrazzamenti con muretti a secco, fondamentali per coltivare su terreni ripidi e per preservare l’equilibrio idrogeologico del territorio.
Come riconoscere le olive taggiasche
Riconoscere una vera oliva taggiasca è possibile osservando alcune caratteristiche distintive:
- dimensioni medio-piccole
- forma ovale allungata, leggermente più larga alla base
- buccia sottile e superficie liscia
- colore variabile dal verde al violaceo fino al marrone scuro
- polpa soda ma “cedevole” al morso
- sapore dolce ed equilibrato con una leggera nota amarognola
- presenza dello “spiccagnolo”, che permette alla polpa di staccarsi facilmente dal nocciolo
Questi elementi la rendono una delle olive più apprezzate sia in Italia che all’estero.
Una cultivar versatile: da mensa e da olio
La taggiasca è una varietà a duplice attitudine, ideale sia per il consumo diretto sia per la produzione di olio extravergine.
La conservazione in salamoia, una tecnica antica a base di acqua e sale, consente di mantenere intatte le caratteristiche del frutto. Le olive possono essere consumate intere, denocciolate, sott’olio oppure trasformate in creme e paté.
Parallelamente, questa cultivar è tra le più pregiate anche per l’olio, confermando la sua straordinaria versatilità.
L’olio extravergine da taggiasca: un’eccellenza DOP
Dalle olive taggiasche si ottiene un olio extravergine di oliva di altissima qualità, riconosciuto dalla DOP Riviera Ligure, Riviera dei Fiori.
Si distingue per:
- colore giallo-verde brillante
- profumo delicato e fruttato
- note aromatiche mandorlate
- gusto armonico, mai aggressivo
È un olio elegante, perfetto per esaltare piatti senza coprirne i sapori, ideale su pesce, verdure e preparazioni leggere. La sua finezza lo rende uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione ligure.
Il riconoscimento IGP e la tutela del territorio
Le olive taggiasche hanno ottenuto anche l’Indicazione Geografica Protetta (IGP), un riconoscimento fondamentale per garantire qualità e provenienza.
Il disciplinare stabilisce che tutte le fasi produttive (coltivazione, lavorazione e confezionamento) avvengano in Liguria. Questo garantisce tracciabilità e autenticità, valorizzando al tempo stesso il lavoro delle comunità locali.
La certificazione contribuisce inoltre allo sviluppo del turismo gastronomico, rafforzando il legame tra prodotto e territorio.
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