Sulle rive del Lago di Como sopravvive una tradizione fatta di un pesce piccolo e quasi invisibile: l’alborella, uno dei piatti più autentici della cucina lariana, capace di raccontare insieme il lago, la povertà contadina e l'ingegno di chi su queste acque ha sempre vissuto.
Storia, leggenda e segreti tecnici della "fainâ": l'oro di Genova nato dal mare e dalla farina di ceci.
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, dove la Lombardia si arrampica sull’Appennino, un piccolo borgo medievale dà il nome ad uno dei salumi più raffinati, gustosi e riconoscibili d’Italia.
Perché nel 2026 il fuoco vivo è diventato la tecnica più sofisticata nei ristoranti stellatI
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, dove la Lombardia si arrampica sull’Appennino, un piccolo borgo medievale dà il nome ad uno dei salumi più raffinati, gustosi e riconoscibili d’Italia.
Il mondo della sommellerie sta attraversando una trasformazione silenziosa ma radicale che ridefinisce completamente i confini dell'abbinamento gastronomico: l'ascesa del Tea Pairing.
Tra i piatti simbolo della cucina palermitana ce n'è uno che, pur essendo amatissimo nelle case siciliane, rimane ancora poco conosciuto fuori dall'isola.
Dalla saggezza contadina del Sud alla tavola moderna: come trasformare la pianta della gloria in un elisir digestivo perfetto.
Dalla chimica dei cristalli alla soppressione dell'amaro: come la scelta del sale sta trasformando la tecnica dell'impiattamento contemporaneo.
Oltre la passata: l'estrazione dell'acqua trasparente e il recupero gourmet delle bucce segnano la nuova era dell'eccellenza italiana.
Frutta candita e senape pungente convivono da secoli in un equilibrio che sembra impossibile e che invece è pura armonia. Nella città che ha dato i natali a Stradivari, Mina e Ugo Tognazzi, nasce uno dei prodotti più sorprendenti della gastronomia lombarda.
C’è un ingrediente che vive da sempre ai margini della cucina domestica e che oggi, complice la riscoperta delle erbe spontanee, sta tornando protagonista nei menu più curiosi. Si chiama comunemente “cappero di tarassaco”, ma non ha nulla a che vedere con la pianta mediterranea del cappero. È il bocciolo chiuso del Taraxacum officinale, raccolto prima della fioritura e conservato in salamoia o sott’aceto, secondo tecniche che ricordano da vicino quelle dei capperi tradizionali.
C’è un ingrediente che vive da sempre ai margini della cucina domestica e che oggi, complice la riscoperta delle erbe spontanee, sta tornando protagonista nei menu più curiosi. Si chiama comunemente “cappero di tarassaco”, ma non ha nulla a che vedere con la pianta mediterranea del cappero. È il bocciolo chiuso del Taraxacum officinale, raccolto prima della fioritura e conservato in salamoia o sott’aceto, secondo tecniche che ricordano da vicino quelle dei capperi tradizionali.
Oltre il tabù del burro: nel 2026 l'uso strategico di EVO intensi come Coratina e Moraiolo rivoluziona i dolci estivi e il gelato gastronomico attraverso amaro, piccantezza e complessità aromatica.
In un angolo remoto di Lombardia, dove il fiume Po disegna i confini con Veneto ed Emilia-Romagna, cresce da secoli un ortaggio quasi introvabile altrove: dolce, dorato, capace di non far lacrimare chi la taglia.