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In Val d'Aosta il primo gelato su... quattro ruote!

Jean Pierre Alliod e la moglie Barbara Perono producono il loro "Agrigelato dell'Alpe" e lo vendono con un furgoncino attrezzato nella Val d'Ayas. Siamo stati nella loro azienda a Brusson

Filippo Cioni

BRUSSON. Lo hanno chiamato l'Agrigelato dell'Alpe, di fatto è il primo gelato su quattro ruote della Val d'Aosta e sta avendo sempre più successo. Non solo perché è fatto con materie prime a chilometro zero, ma perché i suoi inventori lo spostano con un furgoncino super attrezzato per la Val d'Ayas e rinfrescano tutti i giorni, o quasi, i tanti escursionisti che possono gustarsi un gelato prima o dopo aver fatto una passeggiata.

Jean Pierre Alliod e sua moglie Barbara Perono sono gli inventori. Siamo andati a trovarli nella loro azienda agricola a Extrepieraz, nel comune di Brusson, nel mezzo alle stupende valli valdostane. Portano avanti questa attività dal 2019, quando hanno deciso di affiancare al loro lavoro principale di agricoltori e allevatori di bovini da latte, quello della produzione del gelato. Barbara ha fatto un corso per imparare il mestiere, poi col marito si sono attrezzati di un vero e proprio laboratorio e infine è arrivato anche l'altro protagonista di questa storia: un furgoncino Porter usato che i due hanno comprato su internet e trasformato in una vera e propria gelateria su quattro ruote. E', di fatto, dotato di tutto l'occorrente: le vaschette che contengono il gelato che viene tenuto in freddo da un freezer, i coni e le coppette che vengono serviti aprendo un portellone su lato destro del mezzo.

“Principalmente lavoriamo quattro mesi all'anno, i mesi estivi – ci raccontano Jean Pierre e Barbara – la mattina facciamo il gelato, lo carichiamo sul furgone e partiamo. Principalmente ci fermiamo in val d'Ayas, nella zona di Barmasc, dove tanti escursionisti tutti i giorni partono per le loro gite a piedi tra le valli e i boschi della zona. Prima o dopo si fermano da noi a prendere il gelato. Il prodotto piace, l'idea del furgone mobile cattura certamente l'attenzione e ci abbiamo puntato con forza per creare un'attività che fosse unica nel suo genere”.

Jean Pierre e Barbara hanno battezzato il loro gelato come l'Agrigelato dell'Alpe, il nome con cui le persone stanno sempre di più imparando a conoscerlo. “Il nome è dato dal fatto che produciamo il gelato con prodotti di agricoltura il più possibile a chilometri zero – sottolineano - a partire dal latte che è quello delle nostre 25 mucche. Alpe invece da un lato richiama il territorio e l'alpeggio, dall'altro unisce curiosamente l'inizio dei nostri cognomi Alliod-Perono, e quindi lo abbiamo scelto anche per questo”. Sono in totale tredici i gusti proposti da Jean Pierre e Barbara, sette a base di latte vaccino senza l'aggiunta di panna, una scelta voluta visto che il latte è già abbastanza grasso, e cinque fatti con acqua e frutta. “Tra i nostri punti di forza c'è sicuramente il Fiordilatte e il gelato con il pane nero tipico di Brusson, una nostra invenzione che non è altro che una simil stracciatella con del pane sbriciolato. Poi proponiamo per esempio anche un gelato allo yogurt, alla nocciola, al pistacchio e i gelati alla frutta, tipo quello al mirtillo, frutta che proviene rigorosamente dal nostro territorio”.

Ogni giorno dal laboratorio di Jean Pierre e Barbara escono 40-50 kg di gelato, che poi viene caricato sul furgoncino per essere venduto. Ultimamente anche bar e rifugi della zona lo stanno acquistando, apprezzandone la qualità e l'unicità. Un'idea che è valsa a Jean Pierre e Barbara il premio Oscar Green di Coldiretti nel 2021 nella categoria “Creatività”.

 

 

 

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