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Tiramisù: evoluzione di uno dei dolci più amati dagli italiani

A Milano c'è un locale - Spùn - dedicato interamente a questo dolce. I giovani creatori lo propongono in tante varianti da asporto anche se il best-seller resta quello classico

Lucia Cerrato

MILANO. Il tiramisù è il dolce italiano per eccellenza, tra le parole italiane sicuramente più conosciute quando parliamo di dolci al cucchiaio. Potremmo chiamarlo anche “tirame sù”, visto che il dolce secondo le fonti più attendibili è nato in Veneto, a Treviso. Era noto come “sbatudin”, dolce povero ed energetico a base di tuorlo d'uovo montato con lo zucchero. Prima della produzione industriale dei savoiardi il dolce si preparava coi biscotti friabili fatti in casa. La leggenda vuole che il tiramisù sia nato una casa di piacere posizionata nel centro storico di Treviso. La padrona del locale avrebbe creato questo dolce afrodisiaco e corroborante per offrirlo ai suoi clienti alla fine delle serate.

Per parlare di questo dolce famosissimo, siamo stati in un locale di Milano che del tiramisù sa proprio tutto, dalla A alla Z. Ci troviamo in prossimità del Duomo, in via Hugo 3. Tra le vie sempre piene e la frenesia del pieno centro di Milano ha aperto Spùn, un piccolo locale monotematico dedicato interamente al tiramisù. Il termine Spùn descrive il format di tiramisù da passeggio – da cucchiaio richiamando l’inglese ‘spoon’ - ma con la ‘ù’ di tiramisù. L’idea alla base del locale è quella di creare un format di dolci al cucchiaio sempre più ampia e sempre più apprezzati nel mondo che possa far riscoprire le tradizioni culinarie di questa particolare categoria di dolci. Il nome, quindi, deriva dall’italianizzazione di ‘spoon’, traslitterato in italiano, anzi in milanese.

L'idea nel suo complesso, senz’altro particolare ed affascinante, ruota attorno ad un perno centrale, rappresentato dal dolce al cucchiaio più famoso al mondo. “Infatti, non a caso, il nostro pittogramma ha la forma di un cucchiaio che sorride” – spiega Andrea, uno dei fondatori. Sorge spontanea una domanda: perché proprio il tiramisù? L’idea è nata casualmente una sera a cena.

“Arrivato il momento del dessert ci è scattata la molla – spiega Antonia, la quota rosa all’interno del team di founders di Spùn - il tiramisù è sempre presente nelle carte dei dolci in tutti i ristoranti d’Italia (e non solo). Alla fine “tiramisù” è tra le parole italiane più famose nel mondo e certamente la più conosciuta per i dolci. Ad oggi è un prodotto maturo sul mercato, piace a tutti e quindi abbiamo deciso di investirci”. Tutti i promotori di Spùn sono ragazzi giovani che si sono conosciuti tra i banchi dell’Università. Andrea, Antonia, Vincenzo, Alessandro, Antonio hanno messo sul tavolo le proprie competenze creando un format con una forte visione di medio-lungo periodo.

Spùn è molto più di un semplice dessert: è tradizione, scoperta, inclusione e sostenibilità. La ricetta classica è fresca, leggera e adatta a tutti, senza glutine e senza lattosio nella sua composizione principale. Così facendo, tutti possono godere del gusto di Spùn, realizzato solo con uova pastorizzate e prodotti delattosati nella crema, mentre il biscotto è realizzato con farine e amidi senza glutine. E non è finita qui. “Siamo anche anti-spreco – spiegano da Spùn - i pochi ritagli di impasto vengono recuperati, tostati in forno e serviti come chips, insieme alle creme che si possono acquistare nel piccolo negozio”. Ed è così che hanno dato vita ad un nuovo format che si chiama Spùntino.

Il bestseller è indubbiamente il tiramisù classico, un dolce intramontabile ed eccellente, composto da tre semplici ingredienti: una bagna di caffè a base di savoiardo inzuppato, crema classico al mascarpone con tuorli d’uovo pastorizzati e aromi 100% naturali, una spolverata di cacao. Poi ci sono le proposte alternative come il tiramisù alla fragola, al pistacchio, alla nocciola, al caramello salato, al cioccolato ed alla banana. “Con l’aiuto del nostro pastry chef – sottolinea Antonia - studiamo anche con cadenza mensile varianti che riflettano eventi particolari - si pensi alla Festa della Donna, a San Valentino, a Pasqua per esempio – rispettando la stagionalità degli ingredienti, in particolare della frutta”.

La maggior parte delle ricette, inoltre, sono realizzate con prodotti senza glutine. “Noi di Spùn crediamo nell'attenzione alle intolleranze, all’impatto ambientale e alla sostenibilità dei prodotti e delle materie prime utilizzate – spiega ancora Antonia - vogliamo che la nostra passione per il tiramisù possa essere condivisa da tutti, ovunque si trovino”. Le farine utilizzate sono di riso e amidi di mais, mentre i prodotti caseari privi di lattosio. Allo stesso modo le uova vengono acquistare già pastorizzate e, nel processo i produzione, avviene un secondo ciclo di pastorizzazione, al fine di garantire l’assenza completa di contaminazioni. Eccezion fatta per il tiramisù al caramello salato e quello alla fragola che contengono glutine e lattosio, per via del crumble che viene riposto in superficie come guarnizione in fase di vendita al cliente.

Il sogno dei creatori di Spùn è quello di espandersi attraverso l'apertura di punti vendita nelle principali città italiane e, perché no, anche europee. Oltre all’idea di aprire un laboratorio più grande, in grado di ampliare l’offerta ed il raggio d’azione del delivery, per soddisfare le esigenze della GDO e arrivare anche al settore business.

ALCUNE CURIOSITA' SUL TIRAMISU'

  • Partendo dalle curiosità lessicali, l’Accademia Italiana della Crusca ha certificato che la parola tiramisù è ormai presente come “italianismo gastronomico” in ben 23 lingue diverse.
  • Tiramisù è la quinta parola della cucina italiana più conosciuta all’estero, la prima per i dolci.
  • Secondo i dati raccolti da Google Trends, il tiramisù è stata la seconda ricetta più cercata dagli italiani nel 2018.
  • La classifica di Just Eat conferma il grande primato del gusto classico, soprattutto se homemade. Secondo posto per il pistacchio e terzo per quello alla Nutella.
  • Anche il cinema non è rimasto immune al fascino del tiramisù: a farlo conoscere negli USA è stato il film Sleepless, mentre in Italia Fabio De Luigi ha diretto un film dall’omonimo nome.

 

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