Laureata in Comunicazione, ICT e media presso l’Università degli Studi di Torino. Mi piace Internet e le sue infinite possibilità. Credo fortemente nell'aggiornamento continuo e nell'interdisciplinarità. Spinta da un'urgente necessità di valorizzazione realtà locali tramite una presenza digitale puntuale ed efficace, mi occupo di digital marketing e comunicazione.
Da giugno 2024 è capo redattrice di Deliziosooo.it
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, dove la Lombardia si arrampica sull’Appennino, un piccolo borgo medievale dà il nome ad uno dei salumi più raffinati, gustosi e riconoscibili d’Italia.
Tra i piatti simbolo della cucina palermitana ce n'è uno che, pur essendo amatissimo nelle case siciliane, rimane ancora poco conosciuto fuori dall'isola.
C’è un ingrediente che vive da sempre ai margini della cucina domestica e che oggi, complice la riscoperta delle erbe spontanee, sta tornando protagonista nei menu più curiosi. Si chiama comunemente “cappero di tarassaco”, ma non ha nulla a che vedere con la pianta mediterranea del cappero. È il bocciolo chiuso del Taraxacum officinale, raccolto prima della fioritura e conservato in salamoia o sott’aceto, secondo tecniche che ricordano da vicino quelle dei capperi tradizionali.
Piccolo, spesso dato per scontato, quasi invisibile nei piatti finiti: il prezzemolo è una delle erbe aromatiche più importanti della cucina mediterranea e mediorientale.
Croccante, ricco d’acqua e simbolo dell’estate pugliese, il carosello è uno di quei prodotti che sorprendono già dal primo sguardo.
Dalle radici di una pianta asiatica nasce uno degli addensanti più raffinati utilizzati in cucina.
Croccante, essenziale e sorprendentemente longeva, la Galletta del Marinaio è uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione ligure. Un pane antico nato per affrontare le lunghe traversate in mare, quando le navi rimanevano lontane dalla costa per settimane o mesi e ogni alimento doveva essere progettato per resistere nel tempo.
Il carpaccio è uno dei piatti italiani più riconoscibili a livello internazionale, ma anche uno dei più “moderni” nella sua invenzione. Nato a Venezia nel cuore del Novecento, ha trasformato un’idea semplice come la carne cruda tagliata sottilissima in un’icona della ristorazione globale, capace oggi di indicare per estensione qualsiasi preparazione a fette sottili, dal pesce alla frutta.
La Torta Russa è uno dei segreti meglio custoditi della pasticceria veronese. Un dolce che, nonostante il nome possa ingannare, non ha origini russe, ma appartiene profondamente alla tradizione scaligera. Si trova nelle pasticcerie storiche di Verona insieme a risini, baci di Giulietta, offelle e pandoro, ma resta un prodotto più discreto, quasi domestico, consumato tutto l’anno.