Il mare non è più quello di una volta. O meglio, il modo in cui lo portiamo a tavola è mutato radicalmente. Se fino a pochi anni fa il dogma assoluto della ristorazione era il "fresco di giornata", il marzo 2026 segna il sorpasso definitivo di una nuova, affascinante filosofia gastronomica: la frollatura ittica.
A prima vista può sembrare un semplice cioccolatino. Basta scartarlo per riconoscere subito il suo profumo inconfondibile e la sua iconica forma a barchetta rovesciata. Il gianduiotto, o “giandojòt” in dialetto piemontese, è un simbolo della tradizione torinese, capace di raccontare storia e territorio.
Dimenticate la rassicurante monotonia dei sapori lineari. Se il 2025 è stato l'anno del ritorno alle radici e della semplicità monovarietale, il marzo 2026 segna ufficialmente l'era del cortocircuito sensoriale. In Italia è esploso un trend che ha radici lontane ma un’anima profondamente mediterranea: lo Swicy Food.
La Pasqua è una delle festività più ricche di significato, in cui riti religiosi e tradizioni popolari si intrecciano profondamente. Tra tutti i simboli che la rappresentano, l’uovo è senza dubbio il più potente e universale. Dalle uova sode decorate fino alle celebri uova di cioccolato, passando per preparazioni tipiche come la torta pasqualina, questo alimento attraversa secoli di storia e cultura.
Dimenticate le palette pastello e le rassicuranti tonalità dorate dei cereali. Se il 2026 avesse un’anima cromatica, sarebbe di un viola elettrico, profondo e quasi notturno. Il protagonista assoluto di questa stagione gastronomica è il Ribes Nero (Ribes nigrum), un piccolo prodigio della natura che ha smesso i panni di umile bacca da sottobosco per indossare la corona di "Sapore dell’Anno".
Ha una storia antica che affonda le radici nell'epoca romana. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, lo descriveva come un "tubero miracoloso"...
Nel cuore dell’Appennino marchigiano esiste un frutto che racconta la storia di un’intera comunità
Il vero segreto è la sua lavorazione, ancora oggi profondamente legata alla tradizione e al territorio d’origine
E' un vero e proprio simbolo d’identità per la comunità ligure, una tradizione gastronomica che ha attraversato secoli e confini per arrivare intatta fino a noi
Fatta con un ripieno a base di kataifi e pistacchi, sta spopolando tanto che si trova già nei supermercati e nelle pasticcerie del nostro Paese. La ricetta e come si prepara
Dopo il grande successo della scorsa stagione ha riaperto le sue porte il 14 marzo. Questo punto di riferimento per gli amanti del gelato artigianale si distingue per la sua filosofia a filiera cortissima
E' il frutto di secoli di esperienza e di un territorio unico, che regala condizioni ideali per una stagionatura naturale e perfetta