Un liquore ambrato e aromatico ottenuto dall’infusione di erbe e mandorle, prodotto e commercializzato con marchi diversi, ma anche un delizioso e fragrante biscotto dal gusto dolce-amaro. Nella Lombardia più profonda, esattamente a metà strada tra Milano, Como e Varese, sorge la patria di un sapore originalissimo. Anzi, due.
Un industrioso hinterland suburbano costellato di fabbriche, centri commerciali e superstrade. È qui, al centro del cosiddetto “Alto Milanese”, piccola-grande porzione di Lombardia suddivisa oggi fra ben tre province ma che rappresenta da sempre un territorio storicamente unitario per morfologia, usi, costumi, tradizioni e dialetti, che sorge Saronno. Si tratta di uno di quei toponimi che non suscita - forse a torto? - immagini di grandeur: stiamo parlando infatti di un’indaffarata cittadina che può vantare una densità abitativa e un’industrializzazione tra le più alte in Italia, e che vede nella propria posizione strategica a cavallo tra diversi capoluoghi la sua caratteristica più peculiare. Ma non solo.
Già, perché Saronno si porta dentro, tra le pieghe dell’anima, una storia particolare, iconica, quasi magica.
All’interno del territorio comunale saronnese, fa bella mostra di sé un’importante opera - un grande, bellissimo monumento - che è inscindibilmente legato alle ragioni per cui il nome “Saronno” viene pronunciato in tutta Italia e ovunque nel mondo da milioni di persone. Si tratta del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, vero e proprio capolavoro architettonico considerato tra i più belli della Diocesi di Milano grazie alla maestosità e all’eleganza delle sue linee e delle sue forme. Molto amato da tutti gli abitanti della zona, questo pregevole Santuario custodisce uno dei capolavori del Rinascimento lombardo: il ciclo di affreschi del pittore Bernardino Luini, realizzati nel 1525.
Ma come può un affresco cinquecentesco, per quanto splendido, risultare tanto importante in relazione ai due prodotti - il liquore Amaretto e i biscotti amaretti - a cui Saronno viene associata?
Si narra che a quei tempi lontani il Luini, soggiornando a Saronno per realizzare gli affreschi che gli erano stati commissionati per il Santuario, si fosse imbattuto in una giovane locandiera tanto bella ed avvenente da farlo innamorare. Una folgorazione amorosa, dunque, per l’artista che, caduto quasi all’istante vittima delle frecce di Cupido, scelse di dare alla Madonna rappresentata negli affreschi proprio le sembianze della giovane e bella ragazza che gli aveva rapito il cuore.
Ma in tutto questo, che ruolo ha avuto l’Amaretto? Leggenda vuole che l’avvenente locandiera, lusingata da tanta attenzione, come ringraziamento avesse creato un vero e proprio elisir fatto di zucchero e brandy mescolati ad aromi di mandorle e noccioli di albicocche, di cui fece dono all’artista proprio in segno di gratitudine; un liquore aromatico che, per la sua bontà e per il suo gusto così particolari, generazione dopo generazione, ha resistito al passare dei secoli ed è arrivato ad essere conosciuto ed apprezzato ancora oggi.
I miti non finiscono qui. Un’altra leggenda vuole che successivamente ai turbamenti amorosi del Luini, nel 1718, in occasione della visita a Saronno dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Benedetto Erba Odescalchi, una giovane coppia di innamorati avesse preparato in suo onore un impasto di zucchero, albume d’uovo e armelline (mandorle di albicocca) che, una volta cotto, diede origine ai piccoli e gustosi biscotti friabili e croccanti: gli amaretti, appunto.
Ancora oggi questi iconici biscotti, presentati e venduti al pubblico in una sottile carta velina colorata, sono diffusissimi e rappresentano una vera eccellenza italiana nel mondo, con un’identità ed un carattere ben definiti e un sapore riconoscibile leggermente dolce-amaro, unico nel suo genere.
Dalla fine del XVIII secolo, è stata la famiglia Lazzaroni a farsene promotrice, prima grazie ad un piccolo laboratorio artigianale e poi successivamente anche su scala industriale; un’attività che prosegue anche nei tempi moderni, proprio come quella della produzione del succitato liquore, oggi commercializzato da differenti marchi.
Proprio così. Oggi, il liquore amaretto viene commercializzato da due distinti brand, con lievi differenze nella preparazione ma con un denominatore comune: il gusto, particolarissimo, dolce-amaro per entrambi. Nel dettaglio:
Curioso ma significativo è il fatto che gli stabilimenti produttivi di entrambe le aziende siano ancora oggi situati proprio a Saronno, a testimonianza del fortissimo legame che questi prodotti - diversi ma allo stesso tempo molto simili - continuano ad avere con il territorio e con le proprie origini. Tanto da voler addirittura mantenere all’interno di entrambi i propri naming l’indicazione della località di provenienza.
Una tradizione che merita di essere gustata al meglio. Ecco come:
Sono svariate le modalità, le mescole, gli abbinamenti e addirittura le ricette che si possono creare per godere appieno del gusto del liquore e dei biscotti saronnesi. Eccone tre, una per ogni prodotto:
Ingredienti:
Preparazione:
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Ingredienti (per 6 persone):
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