Il Tortello Amaro di Castel Goffredo: una storia identitaria oltre la tradizione.

Non un classico piatto tipico ma un marcatore culturale di appartenenza ben chiaro e definito. Anche in Lombardia, più precisamente nella provincia di Mantova, una “semplice” ricetta vive e sopravvive nel tempo come vero e proprio simbolo dell’identità locale.


  • 1 ora fa

Non un classico piatto tipico ma un marcatore culturale di appartenenza ben chiaro e definito. Anche in Lombardia, più precisamente nella provincia di Mantova, una “semplice” ricetta vive e sopravvive nel tempo come vero e proprio simbolo dell’identità locale.

Siamo nella Bassa Padana, nel grande fazzoletto di territorio (quasi) esclusivamente pianeggiante compreso tra quattro capoluoghi di provincia - BresciaVeronaMantova Cremona - dove ogni strada solca per lunghissimi chilometri un paesaggio uniforme fatto di campi coltivati, allevamenti di bestiame, aziende agricole e piccoli borghi dai quali svetta sempre un campanile visibile anche a chilometri di distanza. Qui, un piccolo paese custodisce una ricetta preziosa e tramandata nei secoli che, ancora oggi, può essere considerata come l’elemento principale di una vera e propria identità territoriale.

Stiamo parlando di Castel Goffredo, borgo dell’Alto Mantovano con poco più di 10.000 abitanti, conosciuto per essere il cuore del “Distretto della Calza” italiana, ma che ha il proprio e più importante elemento di tradizione locale in una ricetta tramandata orgogliosamente da secoli: quella del Tortello Amaro.

Un piatto “di nicchia” ma riconosciuto. Con un elemento-chiave: l’erba amara.

A differenza dei celeberrimi tortelli di zucca della città di Mantova, piatto tipico del capoluogo provinciale dove è la dolcezza a rappresentare il carattere distintivo e riconoscibile, nel Tortello Amaro di Castel Goffredo è il ripieno costituito dalla tanacetum balsamita, o erba di San Pietro, erba officinale “amara”, l’elemento che fornisce quel gusto aromatico e leggermente amarognolo che li contraddistingue. Un’erba, quella di San Pietro, dalle proprietà digestive e sgrassanti che cresce da sempre nella zona di Castel Goffredo, coltivata anche negli orti domestici di tutte le case del circondario. 

È proprio questo il motivo - ovvero la facilità con cui l’erba amara è sempre cresciuta anche spontaneamente in tutto questo territorio - che racconta di un’origine che è realmente e sinceramente contadina, legata al consumo di un ingrediente tanto semplice e diffusissimo nella zona, quanto… saporito. Sì, perché le note al palato del Tortello Amarosono particolari: leggermente aspre e mentolate, a metà tra menta e citronella, non dolci né grasse come invece avviene nella grande maggioranza della cucina tradizionale padana a causa della zucca, del burro e delle varie carni utilizzate come ripieni.

Tradizione contadina, dunque, che è continuata nel corso dei secoli e che ha resistito fino ai giorni nostri, permettendo al Tortello Amaro di entrare a far parte ormai da qualche anno della comunità del cibo Slow Food e di ricevere anche il riconoscimento ufficiale di Prodotto Agroalimentare Tradizionale Lombardo (PAT) dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Un gusto deciso, senza compromessi. Come si preparano e si gustano al meglio i tortelli amari?

Stiamo parlando di un piatto dalla personalità sicuramente forte, con un gusto che può risultare addirittura spiazzante. Insomma, il Tortello Amaro di Castel Goffredo non è interessato a sedurre ad ogni costo. Non vuole piacere a tutti, e forse lo si ama oppure lo si odia, senza sfumature. 

In ogni caso, una volta fatta pace con i propri sentimenti nei confronti dell’insolito tortello, se ci si volesse cimentare con la preparazione casalinga di questo piatto “tutto d’un pezzo” bisognerebbe seguire pochi, semplici passi. 

Leggenda vuole che soltanto alcune donne di Castel Goffredo conoscano - e tramandino gelosamente - la ricetta originale dei tortelli amari castellani. È pur vero, però, che di questa prelibata ricetta esiste una versione “pubblica” ad uso e consumo del grande pubblico, piuttosto semplice da realizzare. Ecco come.

Per la sfoglia:

  • 300g di farina 00; 
  • Tre uova;
  • Un tuorlo.

Per il ripieno:

  • 600g di erbette; 
  • 80g di burro; 
  • 50g di salvia; 
  • Un uovo; 
  • Una cipolla; 
  • Uno spicchio d’aglio; 
  • Venti foglie di erba amara; 
  • 40g di pane grattugiato; 
  • 80g di Grana Padano o Parmigiano Reggiano; 
  • Pepe, sale, noce moscata.

Preparazione:

  • Pulire e sbollentare le erbette in acqua salata;
  • Scolarle eliminando il liquido in eccesso; 
  • Tagliarle grossolanamente con un coltello;
  • Soffriggere nel burro la salvia, la cipolla e l’aglio;
  • Una volta insaporite le erbette, mescolarle in una ciotola con uova, grana padano, pane grattugiato, salvia, cipolla, aglio, noce moscata, sale e pepe;
  • Amalgamare il tutto;
  • Aggiungere poi l'erba amara tritata cruda;
  • Preparare la sfoglia di pasta alluovo tagliandola a quadratini;
  • Farcire la sfoglia con un cucchiaino di ripieno e piegare a triangolo; 
  • Cuocere in acqua salata;
  • Servire con una spolverata di formaggio grattugiato e con un cucchiaio di burro fuso e salvia croccante.

Dove gustare il Tortello Amaro a km 0?

Se però, nonostante la semplice ricetta, ci si domandasse dove poter assaggiare la prelibatezza del Tortello Amaro direttamente sul territorio, la risposta sarebbe alquanto scontata: a Castel Goffredo in provincia di Mantova, naturalmente. Sono numerose, infatti, le trattorie e i ristoranti locali che ogni giorno propongono all’interno dei propri menù il Tortello Amaro. Niente di più facile, dunque: è sufficiente arrivare in paese e scegliere dove accomodarsi.

Ma per chi cercasse un’esperienza diversa, più completa, o anche per chi desiderasse venire a contatto con una componente non soltanto gastronomica in senso stretto ma anche sociale, legata fisicamente al territorio, in questo piccolo angolo di Lombardia incastonato tra il Veneto e l’Emilia vive un evento che, senza ombra di dubbio, può essere considerato assolutamente irrinunciabile.

Dal 1997, ogni anno per alcuni giorni alla fine del mese di giugno, a Castel Goffredo è infatti possibile vivere l’esperienza della unica, vera e sola sagra dedicata a questa prelibatezza: la Sagra del Tortello Amaro. Un nome facilissimo da ricordare.

Una sagra, questa, che non rappresenta una semplice festa paesana quanto piuttosto un vero e proprio sincero, unico e verace appuntamento con la storia, ideale per chi desiderasse conoscere da vicino una realtà gastronomica a carattere locale come questa. Una data da sottolineare sul calendario, dunque, imperdibile per tutti coloro che volessero assaporare da una prospettiva realmente speciale un unicum della cucina regionale lombarda forse non troppo conosciuto, ma assolutamente meritevole dell’attenzione di ogni appassionato di cucina che si rispetti.


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